RASSEGNA STAMPA

Un uomo solo e deluso dalla vita, un giovanissimo immigrato curdo, i clandestini che sfidano la legge e la morte stessa. E una grande storia di volontà, amicizia, paternità, amore contrastato, consapevolezza, dolore, tenerezza. Con questi ingredienti e con l’interpretazione di un Vincent Lindon in stato di grazia, candidato a tutti i possibili premi, Welcome ha sbancato i botteghini francesi.
(Gloria Satta, Il Messaggero)

Bello e straziante, Welcome di Philippe Lioret, protagonisti un intenso Vincent Lindon e l’esordiente Firat Ayverdi, denuncia la vita infernale dei rifugiati iracheni e afghani che ogni notte approdano sulla costa francese pronti a tutto, anche a traversare a nuoto il canale che li divide dalla Gran Bretagna, terra promessa di lavoro e rinascita. Grandi applausi al Torino Film Festival, da non perdere quando uscirà nelle sale l’11 dicembre.
(Giuseppina Manin, Corriere della Sera)

I due protagonisti sono meravigliosi, l’esordiente giovanissimo Firat Ayverdi, curdo di strepitosa bellezza, e Vincent Lindon, con quegli occhi allargati dalla tristezza per una vita che ha perso le sue radici e senso e quella specie di amore paterno che lo trasforma quasi in un eroe: come eroe è Bilal.
(
Natalia Aspesi, La Repubblica)

E se alla fine a inventare i “buoni”, i “nostri” non restasse che il vecchio cinema con i suoi sogni? Il cinema ha scoperto i nuovi eroi. Forse non esiste da nessuna parte a Calais un clandestino curdo come Bilal. E forse non c’è nemmeno un istruttore di nuoto come quello affidato al talento di Vincent Lindon, ed è davvero un peccato. Perché ne avremmo davvero bisogno di questo uomo qualunque, un eroe che fa quel gesto che noi spesso non abbiamo il coraggio di fare, avere non pietà, ma rispetto. I sogni, sì, i sogni per fortuna sono indomabili.
(Domenico Quirico, La Stampa)

Ci sono film che arrivano nel posto giusto e al momento giusto. Welcome di Philippe Lioret, è uno di questi. La sua storia di amori nella Calais invasa da immigrati clandestini di terre lontane e martoriata, è una bordata contro il moralismo benpensante dell’Occidente. Miglior film del festival di Berlino, narra di Bilal che vuole riunirsi alla sua fidanzatina in Inghilterra, dovesse oltrepassare la Manica a nuoto. E il suo istruttore è quel grande attore, la maschera di forza e sensibilità Vincent Lindon. Opera politica, ma anche sentimentale, si costruisce su dettagli ironici, dolci, feroci, dolorosi. L'amore muove il film e i personaggi. Diretto magnificamente (alcune sequenze, dall’inseguimento all'attraversamento in camion, sono bellissime), scritto ancora meglio, interpretato alla perfezione, è impossibile rimanere indifferenti a questo piccolo, intenso affresco socio-emotivo.
(Boris Sollazzo, Il Sole24ore)

Nel film di Lioret non sono necessari proclami o denunce dirette né serve tirare in causa chi ha voluto questa legge (Sarkozy compare per qualche secondo in uno zapping) perché ben più forte é il racconto delle sue conseguenze. La macchina da presa di Laurent Dailland (Il gusto degli altri, L’enfer) stringe, con raffinata ma mai ricercata maestria, sul racconto d’amore e d’amicizia di Bilal e Simon e allarga sui varchi del porto dove la polizia controlla con i cani e apparecchi rivelatori la presenza dei clandestini nei rimorchi, mentre la musica di Nicola Piovani fa da punteggiatura. Una storia che fonde visivamente realtà e poesia, che commuove profondamente e che scalfisce anche lo spettatore più resistente. Da non perdere.
(Fabrizia Centola, NonSoloCinema, www.nonsolocinema.com)

Una film coinvolgente e emozionante, con interpreti diretti in modo superbo e un grande senso del ritmo. Il cinema europeo al suo meglio.
(Jay Weissberg, Variety)

Lioret costruisce una storia semplice e forte che saprà appassionare gli spettatori di tutto il mondo, compresi quelli che hanno idee politiche diverse sull’argomento dell’immigrazione.
(Bernard Besserglik, Hollywood Reporter)

Welcome racconta due storie d’amore contro l’assurdità del mondo (Caroline Brothers, New York Times)


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